Libro molto interessante che spiega l'organizzazione dell'impero romano partendo da una descrizione generale, arrivando ai più minuziosi particolari. Si tratta infatti di un libro dedicato all'evoluzione della macchina bellica romana,dall'avvento al potere di Augusto alla fine del III secolo (quindi non parla dei secoli IV e V con tutte le loro innovazioni).Nel libro vengono trattati anche se a grandi linee anche l'armamento e la strategia adottata da uno degli eserciti più forti e ben organizzati che si siano mai visti. Le Bohec è docente di Storia all'università di Lione, ai romani ha già dedicato diverse opere ed è ritenuto uno dei più grandi esperti dell'esercito romano. Ritornando al libro in questione: è diviso in diversi capitoli divisi al loro interno da vari sottocapitoli che rendono la lettura più semplice e più spedita di molti altri libri che trattano lo stesso argomento. La presenza di numerose immagini renderà ancora più semplice (per chi si avvicina per la prima volta al tema trattato) la comprensione di tattiche e l'organizzazione del campo, inoltre è presente l'intera colonna Traiana (schematizzata naturalmente). L'opera, come dice Le Bohec stesso, è un libro completo che riassume ed elabora: opere più complesse che trattano solo di alcune parti, gli scritti degli autori antichi e i risultati delle scoperte archeologiche. Continuiamo adesso con l'intervista all'autore.
D.- Come facevano i legionari romani a riconoscersi in battaglia durante le guerre civili?
R. Avevano una parola d'ordine (Victoria, Venus, Hercules).
D.- L'armamento e l'addestramento dei pretoriani era lo stesso di quello dei legionari?
R. No, i pretoriani avevano delle armi speciali (vedi M.Durry sui pretoriani e M. Feugere sulle armi).
D.- Lo scudo ovale era usato solo per le parate oppure era usato anche in battaglia ?
R. Lo scudo ovale serviva in battaglia e nelle parate.
D.- Cosa pensa del passaggio dal gladio alla spatha e dalla lorica segmentata alla lorica hamata? perchè avvenne ?
R. Queste trasformazioni sono state imposte per essere meglio adattate alle armi dei nuovi nemici.
D.- Perchè in Inghilterra, dove i Romani sono rimasti 400 anni, il latino non e' rimasto, mentre in Romania, dove i Romani sono rimasti molto meno si parla oggi una lingua neo-latina?
R. L'inglese ha una parte di elementi francesi (da parte dei Normanni); per il resto gli Angli e i Sassoni non volevano parlare in latino.
D.- Secondo lei e' vero che invadendo la Grecia i Romani hanno interrotto lo sviluppo di una grande periodo di scoperte scientifiche e di progresso. E' vero che i Romani deportavano gli scienziati ed i filosofi greci?
R. No e' falso, Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio (Horace).