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Il guerriero, l’oplita, il legionario di

Editore: Il Mulino N. Pagine: 206 Questo libro analizza la figura del legionario romano partendo dal VII secolo a.C. e arrivando al II secolo d.C. A partire dagli archetipi omerici del guerriero e dall'analisi delle battaglie e degli armamenti oplitici, il libro segue l'evoluzione della figura del soldato, nel contesto degli ordinamenti militari greci, per poi concentrarsi sullo studio dell'esercito romano, cogliendo le trasformazioni di età monarchica, repubblicana e imperiale. Vengono descritte tattiche, armi ed equipaggiamenti dei legionari, nonché il loro universo culturale, politico e sociale, attraverso l'evoluzione storica degli eserciti nel mondo classico. Il libro è un opera completa che analizza in modo avvincete ogni aspetto di uno tra i più forti eserciti dell’antichità. Molto interessante è anche il modo in cui l’autore analizza il modo di combattere dei Parti, eterni nemici orientali dei Romani. Anche Cartaginesi, Macedoni e Iberici vengono trattati in modo interessate e approfondito. Resta però l’interrogativo se un libro di appena 206 pagine possa trattare adeguatamente di tutti gli argomenti sopra citati. A voi la risposta.

Aggiunto: March 18th 2005
Recensore: mattia
Voto:
Hits: 2320
Lingua:

  

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Il guerriero, l’oplita, il legionario di
Postato da sigfrido il 2008-07-18 12:13:37
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Per me la risposta è non tanto sulla lunghezza, quanto sul contenuto. Dopo un colloquio con l'autore durante il quale gli dicevo che il libro non citava la "mutatio", prima mi ha detto che la dava per scontata!, poi che non ci crede.
Parla sempre di possibilità della legione / impossibilità della falange di mutare assetto in battaglia ma vede la battaglia sempre come scontro di schieramenti e trascura l'importanza del singolo, del gruppo come elemento di coesione psicologica. Insomma mi sembra che lui in guerra non ci sia mai stato.
Poi gli schizzi sono poco chiari






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