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 La Via Egnatia

Signa Inferresparta480bc scrive "

L'importanza di questa strada che congiungeva l'occidente all'oriente fino all'alto Egeo è testimoniata da innumerevoli scrittori e storici dell'epoca, primo fra tutti ovviamente Strabone che ne ha lasciato una descrizione a dir poco entusiastica nei suoi saggi.
Le legioni ed i mercanti attraversavano grazie ad essa i territori dei Balcani in sicurezza e sapendo di trovare giusti luoghi di ristoro e riposo: essa in sostanza non fu solamente un grande mezzo di comunicazione stradale ma anche un grande mezzo di comunicazione sociale.
Non dimentichiamo che la Via fu indiscutibilmente di grande interesse per numerosi imperatori, da Ottaviano Augusto a Traiano, da Settimio Severo fino a Caracalla, e tutti in maniera tangibile fornirono prova attraverso l'ampliamento del settore stradale e la costruzione di ponti (Strymon, Topçias per citarne due dei più famosi).
La parte ovviamente più difficoltosa fu quella di strappare palmo a palmo alla natura impervia il territorio per costruire il selciato e le dure rocce dei Balcani non erano certo l'ideale per chi voleva lavorare con comodità.
Grazie al genio militare romano ciò che prima era solamente un tracciato mantenuto alla bene meglio ora sotto le legioni diventa un insieme di punti certi sparsi a distanze regolati per poter effettuare soste e cambio cavalli.
La conseguenza è enorme dal punto di vista politico ed amministrativo, le distanze s'accorciano notevolmente e le attività che vi partecipano possono essere preparate con largo anticipo e con risultati maggiori..
Come sempre l’amministrazione romana si preoccupava che il rigore scientifico predominasse su altri fattori comunque altrettanto importanti: infatti solo studiando con accanimento e altissima preparazione materie diverse ma collaterali e concatenate l’un l’altra (economia, architettura, geo-etnografia, matematica) s'è potuto creare il presupposto per avere direttrici corrette e veloci per l'epoca, direttrici che non dimentichiamo sono attualissime anche ai giorni nostri con le opportune modifiche avvenute dopo la caduta del Muro di Berlino in modo che esse diventino il prolungamento delle vie che giungono dal Nord e dall’Ovest dell’Europa: un vecchio sogno romano.
In realtà noi dobbiamo parlare di direttrici europee o corridoi che si rifanno decisamente al vecchio sistema delle vie di comunicazione romane.
Oggi queste direttrici prendono il nome di “The Trans-European Transport Networks
"TEN-T" e sono conosciuti attraverso un numero che li contraddistingue essendo stati decisi in sede comunitaria a partire dagli anni ’90 del secolo scorso proprio per redigere una nuova ed più efficiente mappatura relativa ai sistema dei traffici internazionali, cadute le problematiche politiche che impedivano la libera circolazione.
In pratica il numero del corridoio risulta essere un normalissimo protocollo seriale redatto dalle nazioni che partecipano al programma comune per la tratta di loro competenza ovviamente.
Queste direttrici possono essere sia terrestri (autoveicoli e treni) sia per navigazione (via fiume)..
Nel caso della nostra “Nuova Via Egnatia” al corridoio è stato attribuito il numero 8 ed è in stretto collegamento con il corridoio numero 5 ed il numero 1 che adesso brevemente analizzo.
Il corridoio 5 è un asse che collega la Pianura Padana a Kiev attraverso un percorso che tocca Lubiana. Budapest sino alla capitale dell’Ucraina, il corridoio 1 scende dal nord Europa attraverso il territorio alpino austriaco e si collega al 5 sempre nella Pianura Padana.
Il Corridoio 8 in realtà rimane leggermente più alto come linea immaginaria rispetto alla Via Egnatia tradizionale che come sappiamo terminava a Costantinopoli e vira verso la capitale bulgara Sofia dopo un percorso che prende l’avvio da Durazzo, passando per Tirana, Skopje, Sofia appunto, fino ai porti del Mar Nero di Burgas e Varna.
Ovviamente altri corridoi si snodano dal Portogallo alla Pianura Padana o dal nord della Francia verso sud, oppure dalle regioni scandinave verso oriente ma quello che a noi interessano sono sicuramente il numero 5 ed il numero 8 che per la loro valenza storica riportano indietro nei secoli la storia delle comunicazioni ripercorrendo antiche vie che onorano indubbiamente chi le progettò e le realizzò pur nella limitatezza dei mezzi a disposizione ma con grande sagacia.
I progetti sono affascinanti ma non ancora del tutto messi in pratica, questioni politiche ovviamente, che frenano l’avanzamento dei lavori che potrebbero terminare globalmente intorno al 2015 se opportunamente sostenute.
Oggi, come al tempo dei nostri amici romani, chi si muove con grande interesse verso queste infrastrutture e soprattutto proprio verso il corridoio 8 sono gli Stati Maggiori dei vari paesi europei interessati che vedono in questo progetto un importante snodo militare considerando che le problematiche “belliche” attuali provengono quasi tutte dall’oriente asiatico (anche qui un tuffo nella storia antica romana …) e quindi sia la logistica che la velocità nel muovere truppe diventa un fattore estremamente importante.
Un moderna Via Egnatia, dunque riscoperta come arteria militare e non solo commerciale potrebbe rispondere senz’altro alle tematiche che nei prossimi anni dovremo affrontare tutti noi: in un modo o nell’altro Roma antica è sempre moderna ed attuale e fornisce ancora oggi risposte più che precise in fatto di civiltà ed organizzazione.

Per chi volesse approfondire l’argomento rimando al link del Ministero degli Affari Esteri
www.esteri.it
che riporta dati, bandi ed organizzazioni internazionali che fanno capo al sistema viario dei vari corridoi.

Per l’editoria, interessante il seguente volume:

M.Fasol.o: La Via Egantia I. Da Apollonia e Dyrachium ad Herakleia Lynkestidos, Istituto Grafico Editoriale Romano, Roma 2003
"



 
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