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 Intervista a Giovanni Brizzi

Intervistemaximianus scrive "

Questo documento riunisce le domande che nel corso del tempo sono state fatte al docente dell'università di Bologna, autore di libri come "Il guerriero, l’oplita, il legionario. Gli eserciti nel mondo classico", "Annibale. Come un’autobiografia", "Silla" e tanti altri.


1) Ritiene plausibile l'ipotesi che ogni centuria durante l'alto impero avesse un proprio signum? Oppure ritiene più probabile che ogni manipolo ne avesse uno?

1) Oltre alla legione, che rende onore "dis militaribus: Genio, Virtuti, Aquilae sanctae signisque legionis" (CIL III, 6224; 7591 -n.d.r.: il CIL è il Corpus Inscriptionum latinarum, la raccolta in più volumi delle iscrizioni latine), oltre alla coorte, che venera il Genio e le insegne di reparto (CIL VII, 1030; 1031), avevano signa loro propri sia i manipoli, sia, a giudicare per esempio da Vegezio (II, 13: ex qua cohorte vel quota esset centuria in illo vexillo litteris adscriptum), le stesse centurie;


2) Il "Vexillum Veteranorum" di cui parla tacito (Ann., I, 44. - Ann., III, 21.) era un sottoreparto delle legioni oppure da queste era completamente indipendente?

2) Il vexillum veteranorum fu, all'inizio (Augusto), un reparto agli ordini di un curator o di un centurione; ed era considerato, per la durata di quattro anni almeno, come aggregato alla legione e richiamabile al bisogno. In seguito, tuttavia, cessò ogni suo rapporto con il servizio attivo;


3) Che ruolo svolgeva all'interno della centuria il "Tesserarius"?

3) Il tesserarius era il graduato responsabile della trasmissione della parola d'ordine;


4) E' possibile che con il termine "genio" (ma vorrei vedere il latino di cui non posseggo lo scritto) venga indicato qualcosa di diverso a quello che intendiamo noi?
5) E' possibile che siano gli stessi legionari in corvée che per l'occasione vengono chiamati "del genio"?
6) Questi legionari erano addetti fissi oppure cambiavano in base ai giorni o alle situazioni scegliendoli a turno dalle centurie?
7) Presunto che siano esistiti legionari specializzati nei lavori di costruzione, essi avevano un armamento diverso?


4, 5, 6, 7) Forse non capisco fino in fondo queste domande. Comunque: ogni legione doveva avere un certo numero di ingegneri professionisti per ogni tipo di costruzione, i cosiddetti fabri; e, forse, un ingegnere capo (come il Mamurra di Cesare) o, in seguito, un incaricato di comandarli (il praefectus fabrum?). Nessuna fonte ci dà però, a quanto io sappia, il loro numero (uno per coorte? E' una proposta soltanto). Quanto invece alla mano d'opera generica, questa doveva essere tratta a rotazione, secondo le differenti corvées, dagli uomini di truppa; e non credo che il loro armamento differisse da quello degli altri soldati (semplicemente, se erano impegnati a costruire un ponte nelle retrovie, forse lavoravano senza l'armatura...):


8) Ritiene plausibile l'ipotesi che i pretoriani a roma fossero armati in modo differente rispetto ai legionari?

8) Da quanto sappiamo (si desume dalle illustrazioni: i rilievi della Cancelleria, per esempio), quando erano a Roma i pretoriani sembrano aver portato armature alquanto diverse da quelle dei legionari (elmo di tipo attico, lorica anatomica in bronzo, pteruges etc.). Quando venivano impegnati al fronte (capitava; per esempio contro i Daci o i Marcomanni...) veniva probabilmente fornito loro un armamento meno decorativo e più funzionale, simile a quello dei legionari."



 
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