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 Costantino il Grande,vita di un grande Imperatore dei Romani

I PersonaggialessioII scrive "Costantino il Grande,vita di un grande Imperatore dei Romani



Per le persone che come me amano la storia affascinante dall'Impero Romano d'Oriente, non possono che credere nella grandezza di Flavio Valerio Costantino detto poi Costantino il Grande. Mi atterrò comunque per verità storica alle notizie in mio possesso sperando di riuscire a costruire una sana e minuta biografia su questo grande personaggio.
E' stato un Imperatore Romano lungimirante forse il più lungimirante che tutta la storia romana (compresa quella orientale) abbia mai conosciuto. E' stato il primo Imperatore cristiano, ha introdotto quella nuova dottrina chiamata Cesaropapismo (mantenne infatti sempre la carica di pontefice massimo). E' stato il primo Imperatore dell'Impero Romano d'Oriente, costruendo una nuova capitale sul Bosforo che prese il suo nome. John Julius Norwich addirittura dice "Costantino I, imperatore di Roma. Nessuno ha meritato il titolo di "Grand" quanto questo sovrano, che in appena quindici anni prese due decisioni epocali, ciascuna capace di mutare il corso della storia: l'adozione del cristianesimo come religione ufficiale dell'Impero e il trasferimento della capitale da Roma alla nuova città eretta sul luogo dell'antica Bisanzio.Tali e tante furono le conseguenze di queste due decisioni che Costantino, fatta eccezione per Cristo, Buddha, e il profeta Maometto, può legittimamente aspirare a essere considerato l'uomo più influente di tutta la storia." Ma andiamo per ordine.
Flavio Valerio Costantino nacque a Naisso nel 274 a.c. e morì a Nicomedia nel 337. Figlio di Costanzo Cloro e di Elena (che ricordiamo in seguito proclamata santa e ricordata per essere la prima pellegrina in terra di Gerusalemme portandosi a Costantinopolis la Vera Croce).
Nel 293 l'imperatore Diocleziano aveva suddiviso il governo dell'Impero in quattro parti la cosiddetta tetrarchia, riservando per se l'oriente e affidando le altre tre parti a Massimiano, Galerio e a Costanzo Cloro. Il nuovo sistema funzionò fino al 305 quando Diocleziano, allo scadere della prima tetrarchia, abdicò costringendo il suo collega a fare altrettanto. Galerio e Costanzo Cloro vennero nominati augusti. In una spedizione in Britannia Costanzo mori il 26 giugno del 306 e le legione locali posero la porpora imperiale sulle spalle del figlio e issato sugli scudi lo acclamarono imperatore. Il riconoscimento ufficiale non avvenne e cosi si accontentò di rimanere a governare quel remoto angolo del paese per un periodo lungo, fino al 311 quando l'augusto Galerio morì a Sirmio. Rimanevano ora tre persone a condividere il potere supremo Licinio (Illiria,Tracia, Province Danubio), Massimino( parte orientale dell'Impero) e Costantino, più Massenzio che anche se non investito di cariche riteneva di partecipare attivamente alla lotta per il potere. Costantino riconquistò l'Italia per Licinio suggellando la loro nuova alleanza con un matrimonio con la sorellastra Costanza, ma per concludere la sua opera dovette combattere contro Massenzio nella famosa battaglia di Saxa Rubra nel 312. Qui vuole la leggenda che Costantino ebbe la famosa visione. Eusebio dice "Un segno straordinario apparve in cielo. Costantino disse che verso la metà del giorno, quando il sole cominciava a declinare, egli vide con i propri occhi in cielo, più in alto del sole, il trofeo di una croce di luce sulla quale erano tracciate le parole "IN HOC SIGNO VICES". Fu pervaso da grande stupore e insieme a lui il suo esercito." La battaglia finì a favore di Costantino che divenne il padrone indiscusso di tutta l'Europa. Prima di partire per Roma donò al papa Melchiade l'antico palazzo della famiglia dei Laterani e costruì a sue spese la prima basilica di Roma, San Giovanni in Laterano.
Ai primi di gennaio del 313 Costantino lasciò Roma per incontrarsi con Licino, egli poté tenere per sé i territori conquistati e sposò Costanza. Poi i due promulgarono insieme un editto "NOI, COSTANTINO AUGUSTO, E NOI, LICINIO AUGUSTO, abbiamo stabilito di garantire il rispetto e il culto della divinità, di assicurare ai cristiani e a tutti gli altri il diritto di seguire liberamente qualsiasi forma di culto essi prediligano, affinché qualsiasi divinità che dimori nei cieli sia favorevole a noi e a tutti coloro che sono sotto la nostra autorità". I due rimasero amici, ma nel 314 la guerra esplose e si riacutizzò per i successivi nove anni per finire nella battaglia di Adrianopoli, Licinio fu catturato e verso la fine del 323 processato e giustiziato.
Durante la guerra civile Costantino si avvicinò sempre di più al Dio dei cristiani emanando delle leggi a loro favore come: esentando il clero dagli obblighi municipali e trasformando i tribunali ecclesiastici in corti d'appello per le cause civili. (prima pietra miliare per la futura costruzione delle province gestite dai vescovi), aveva proibito l'uccisione degli schiavi e resa santa la domenica facendola diventare giorno di riposo. Ma anche se si ispirava a leggi cristiane e fosse molto vicino alle leggi del nuovo Dio, egli non si accanì contro i pagani, il suo comportamento seguì l'editto del 313.
Il connubio per il potere su tutto l'impero (potere temporale e potere spirituale) si ruppe quando all'interno della chiesa cristiana iniziarono i primi problemi di origine teologica, un sacerdote di Alessandria, Ario professò che "Gesù non era costerno e consustanziale con il Padre, ma era stato creato dal Padre come strumento per la salvezza del mondo. E perciò, benché uomo perfetto, il Figlio, essendo di natura umana e non divina, era subordinato al Padre". Erano tempi le diatribe teologiche appassionavano tutti dagli ecclesiastici, alle persone più umili, circolavano opuscoli, si tenevano discorsi infiammati sulle piazze del mercato e si tracciavano parole d'ordine sui muri in tutto l'impero d'oriente.
Cosi Costantino trovò la soluzione essendo anche il Pontefice Massimo pensò ad un grande concilio, cosi facendo i due contendenti (Ario -> Arianesimo, Alessandro -> Ortodossia) dovettero accettare il riscontro e la decisione autorevole. Da Occidente, dove il problema era poco sentito arrivarono pochi delegati (anche se gran parte dei Barbari convertiti al cristianesimo che distrussero l'Impero d'Occidente erano ariani ) ma dall'oriente approdarono più di 300 persone nella grande stanza del Palazzo Imperiale di Nicea. Il concilio che si aprì fu il primo della Cristianità e Costantino lo presidiò. La diatriba teologica lo innervosiva avendo lui una mentalità militare, il suo unico obbiettivo era quello di stroncare la controversia e cosi fu, svolse un ruolo predominante all'interno dall'assemblea ribattendo sui tasti dell'unità e della virtù del compromesso parlando sia in latino che in greco. Fu lui a proporre di inserire nella bozza della dichiarazione di fede la parola chiave che decise il destino di Ario, la parola che definiva la relazione fra il Padre e il Figlio, era omousia, vale a dire consustanzialità: il Padre e il Figlio erano della stessa natura e delle stessa sostanza. Il concilio giudicò Ario eretico e fu spedito in Illiria. Per Costantino fu un trionfo aveva unito le chiese orientali e quelle occidentali sotto la sua egemonia, era cosi contento che donò a tutti i vescovi un regalo che fu molto apprezzato.
Ai primi del gennaio del 326 l'imperatore parti per Roma per replicare i giochi per la celebrazione dei vent'anni di regno. Durante il percorso fece assassinare tutta la famiglia, per non soccombere per mano "amica", il motivo non si conosce ancora forse per gelosie o per malelingue. Il suo arrivo a Roma coincise con le tragiche notizie familiari e contribuì a far odiare maggiormente Costantino ai romani. La nuova capitale che era in costruzione sul Bosforo, la questione delle radici repubblicane sempre vive nella Città Eterna, l'immagine di questo imperatore troppo Orientale e troppo discorde con l'Imperator romano, e poi la religione cristiana e Roma ancora troppo pagana per accettare questo, contribuì a rendere il rapporto tra i romani e Costantino alquanto difficili. L'imperatore comunque regalò un'altra basilica l'attuale San Paolo fuori le mura nel luogo dove sorge la tomba dell'apostolo e una seconda l'attuale San Sebastiano sulla via Appia, ma la più importante di tutte fu la terza quella dove si pensava fosse sepolto San Pietro. Poi partì per l'Oriente dove vide il suo sogno trasformarsi in realtà Costantinopolis fu inaugurata lunedì 11 Maggio 330 con grandissimi festeggiamenti, per costruire questa nuova città furono depredate tutte le altre dell'Impero ma la nuova capitale magnifica rimase il centro del mondo per parecchio tempo.
Costantino però era tormentato ancora dalle diatribe teologiche che erano ancora in seno all'impero romano, gran parte delle colpe erano imputabili ai loro capi. Ad Alessandro gli succedette Atanasio che la tradizione vuole fondatore del Credo che ancora oggi i cristiani recitano, e convinto assertore dell'ortodossia e del concilio ecumenico di Nicea. Ario ottenne incredibilmente appoggio dalla famiglia reale e dallo stesso Costantino che nel 327 lo richiamò a Costantinopoli per mandarlo ad Alessandria. Atanasio fu processato da un sinodo completamente ariano che lo esiliò, il patriarca scappò nella capitale e qui fu mandato in esilio a Treviri. Costantino cercò di rimandare Ario ad Alessandria ma grazie all'intervento anche di Sant'Antonio non ci riusci richiamandolo a Costantinopoli e qui durante un incontro con l'imperatore morì. Il sogno dell'Imperatore di riportare tranquillità sul mondo cristiano svanì.
Sulle celebrazioni dei tricennali a Gerusalemme non si sa molto, sappiamo solo che furono gran parte cristiani, infatti nella capitale tutto i templi furono chiusi. Costantino durante le feste nominò Flavio Delmazio, lo proclamò Cesare, Annibaliano dopo le nozze con la sua figlia Costantina lo inviò a governare il Ponto. Ora i cesari furono cinque, dato che i tre figli di Costantino e Fausta avevano già ottenuto lo stesso rango. Nei primi mesi del 337 era in Asia Minore a mobilitare l'esercito contro il re di Persia Sapore. Torno a Costantinopoli poco prima di Pasqua per dare il tocco finale alla Chiesa dei Santi Apostoli. Partì per la spedizione contro i persiani ma giunti nei pressi di Nicomedia capì che era giunto il suo momento e spirò, ma prima di morire si fece battezzare dal vescovo Eusebio di Nicomedia. Costantino mori a mezzogiorno della domenica di Pentecoste. Era il 22 Maggio 337 il funerale fu grandioso come era nelle volontà del defunto. Apriva il corteo Costanzo affiancato da plotoni di soldati in assetto da guerra, seguiva la salma nel suo feretro d'oro circondata da compagnie di lancieri e di fanti armati di tutto punto. Cosi racconta Eusebio "In realtà aveva scelto il sito proprio in vista della sua morte, prevedendo che il suo corpo avrebbe condiviso con gli apostoli il loro titolo. Di conseguenza aveva fatto porre in questa chiesa dodici sarcofagi, come sacri pilastri, in onore e in memoria dei dodici apostoli: al loro centro fu collocato il suo sarcofago con sei dei loro ai due lati. Negli ultimi anni Costantino si fregiava del titolo di Isapostolo ("pari agli apostoli") e cosi i suoi sogni ebbero una forma di verità.
Cosa possiamo dire di Costantino sicuramente fu un grande imperatore, riorganizzò l'esercito proclamandosi comandante supremo (delegando l'imperium a due magisteri per ciascuna delle due parti dell'impero) completò la separazione tra autorità civile e militare iniziata da Diocleziano. Istituì Sacrum Consistorium composto da membri permanenti, concepito come nuovo consiglio della corona. Nei rapporti tra l'Imperatore e questo organo vi era un complesso e ritualizzato cerimoniale coordinato dal praefectus sacri cubicoli. Divise l'impero nelle province e attribuì a ciascuno di essi un vescovo con poteri civili creando quel tessuto sociale e amministrativo che si sviluppò nel medioevo con i feudi ecclesiastici. Spostò la capitale perché Roma non rispecchiava più la realtà del nuovo impero cristiano, e poi anche dal punto di vista economico l'oriente era molto più florido e molto più promettente per il futuro. I pericoli maggiori poi vennero sempre da oriente, anche perché i romani consideravano maggiormente le popolazioni con una propria civiltà che magari rispettavano (vedi Persiani) rispetto ai barbari che reputavano non idonei a contrastare la civiltà per eccellenza : quella romana.
Costantino fu un vero Imperatore Romano, cinico e spietato, si garantì il potere attendo che la sorte volgesse dalla sua parte e combattendo e cancellando ogni singolo ostacolo verso il suo potere (l'uccisione di quasi tutta la sua famiglia fu un gesto molto strano ancora per molti versi inspiegabile). Fu un grandissimo condottiero un grande soldato e capì che il Cristianesimo ormai era una religione da poter utilizzare ai propri scopi, governando quindi la mente delle persone poteva giungere in maniera diretta e controllare la sua popolazione. Non a caso mantenne le funzione religiose in proprio pugno dando vita al cesaropapismo che si sviluppò in due frangenti: quello orientale (più simile a quello di Costantino) e quello dei futuri imperi occidentali. Sempre in ambito religioso convocò il primo concilio ecumenico di tutta la cristianità che per la prima volta sancì delle leggi che ancora oggi le chiese cristiane accettano. Non riuscì tutta via a ricomporre le fratture che si erano create e che rimangono ancora tutt'oggi dopo quasi 1700 anni.




Nota: Nicola Bergamo
webmaster "Impero Romano d'Oriente 330-1453 la sua storia"

www.imperobizantino.it
info@imperobizantino.it

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