 | Le innovazioni nell'agricoltura romana |
Legionarius scrive "Autore: A. Marcone
Nell'agricoltura romana sono accertabili delle apprezzabili forme di innovazione tutt''altro che marginali, anche se è difficile valutarle in termini di "progresso tecnologico" o quantificarne l''apporto economico. E'' vero che le fonti letterarie non sono prodighe di informazioni in proposito. Ma questo è uno dei casi tipici rispetto ai quali a essere condizionante, alla fine, risulta la prospettiva di chi interroga i testi. Indispensabile, in proposito, è distinguere tra "invenzione" e "innovazione". L''invenzione deriva da un atto di intelligenza che non è necessariamente legato in modo diretto a una finalità immediata. L''innovazione è invece volta a modificare i modi di produzione al fine di renderli più efficienti e meno costosi. L''innovazione, inoltre, è per lo più anonima perché presuppone il risultato di esperienze diluite in un arco di tempo abbastanza lungo e trasmesse direttamente tra gli esperti di un determinato settore.
Tra i condizionamenti di cui ci si deve liberare è quello di una prospettiva continuista che vuole un mondo antico sostanzialmente omogeneo e statico quanto ad organizzazione produttiva in un continuum indifferenziato. La prima conseguenza è che così si sottovalutano e, alla fine, avendoli persi di vista, si negano i progressi tecnologici nei diversi ambiti specifici. Esemplare è quanto scrive K. Greene (in Econ. Hist. Rev. LIII, 2000, pp. 29-59) a proposito delle note tesi di M. Finley, soprattutto in merito alla mancanza di progresso tecnico del mondo antico, purtroppo divenute una sorta di luogo comune.
E'' da condividere l''auspicio di Cl. Amouretti che ha scritto: "souhaitons que l'heure soit enfin venue.de quitter le domaine des idées reçues, il évoque un blocage épistémologique de la réflexion historique sur l'Antiquité, non un blocage technique de l'Antiquité".
L''evoluzione nella tipologia dei torchi (da olio e da vino) in questo senso è illuminante anche alla luce delle differenziazioni regionali.
R. Dion ha scritto che la vite è tra le colture della trilogia mediterranea quella maggiormente dalle scelte dell''uomo. Il vino, in effetti, è il prodotto più idoneo come indicatore delle trasformazioni conosciute dall''economia agraria a seguito della conquista romana e del suo successo. La storia del vino riflette da una parte le differenze regionali a livello di tradizione tecnica e dall''altro la svolta produttiva imposta dalla romanizzazione. Il vino inoltre ha un ruolo di primo piano nell''evoluzione delle relazioni sociali e nella cultura alimentare. "
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