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 Il Clima e la Storia

AgricolturaAntonius scrive "

Premessa

L'esame dei ghiacci in profondità della Groenlandia e del lago Vostok in Siberia dimostra che la Terra è stata investita periodicamente da lunghi periodi di 100.000 anni di freddo glaciale su cui si è innestato un ciclo secondario di 41.000 anni. Le ere glaciali sono state intervallate da brevi periodi di caldo, di 13.000 anni circa, dette ere interglaciali.

Ciò corrisponde alle variazioni periodiche dell'eccentricità dell'orbita e della precessione dell'asse terrestre. I carotaggi dimostrano inoltre la perfetta coincidenza dell'incremento delle temperature con gli incrementi dei livelli di concentrazione di anidride carbonica e metano nell'atmosfera. Si ritiene che ciò sia stato dovuto al rilascio di tali gas da parte degli oceani che si erano surriscaldati con conseguente amplificazione e accelerazione del fenomeno.

Tuttavia anche le minori oscillazioni di temperatura e umidità nell'ambito della stessa ultima era integlaciale hanno avuto un impatto fondamentale sulla vita dell'umanità fino a modellarne la società e a influire sul percorso della Storia.


Introduzione

Fino al 13.000 a.C. l'Europa del Nord era ricoperta di ghiacci perenni da decine di migliaia di anni mentre l'umanità viveva in caverne per 9 mesi all'anno riscaldandosi col fuoco, cucendo aderenti vestiti in pelle, dipingendo sulle parete splendide opere d'arte. Quando il lungo inverno finiva le poche decine di migliaia di cacciatori uscivano armati di lance e cacciavano giganteschi branchi di renne e altri animali con suprema abilità.

Ma da quel momento il clima iniziò a cambiare drasticamente. In 20 secoli le temperature salirono di oltre 20 gradi e nuovi venti iniziarono a soffiare dall'Atlantico carichi di umidità e piogge. I cambiamenti furono così veloci che gli stessi uomini preistorici potevano notarli. Era iniziata la fase interglaciale in cui noi ancora oggi viviamo. Era iniziata una lunga estate calda.

A seguito di tale riscaldamento nel 12.000 a.C. l'Europa era già ricoperta di nuove grandiose foreste di betulle e querce che si perdevano a vista d'occhio nel continente cambiando radicalmente non solo il paesaggio ma l'intero Habitat degli uomini di Cro-Magnon.


La Preistoria

Questo mutamento climatico spiazzò quegli uomini in quanto le loro tradizionali prede si erano estinte o erano emigrate più a nord. Questi si adattarono emigrando, ma anche adottando una nuova dieta. Si rivolsero alle piante commestibili, ideali da immagazzinare per lungo tempo e da carnivori divennero onnivori. La caccia era sempre importante ma la selvaggina era sempre più sparsa e imprevedibile.
Occorrevano nuove soluzioni più avanzate.
Nel giro di alcuni secoli attorno al 10.000 a.C. venne così inventata e perfezionata una delle tecnologie più rivoluzionarie nella storia dell'umanità: l'arco e la freccia.
Questa arma dava vantaggi mai raggiunti prima. Era in grado infatti di colpire uccelli in volo, animali a grandi distanze e offrire molti occasioni di lancio restando al riparo e lontano dai pericoli.

Nel Medio Oriente le popolazioni locali si erano adattate a cibarsi di ghiande, pistacchi e frutta secca che crescevano abbondanti grazie alle nuove piogge e a completare l'alimentazione con la caccia di gazzelle. La lavorazione delle piante richiedeva una gran quantità di tempo a carico delle donne ma aveva il vantaggio di essere molto nutrienti. Queste popolazioni iniziarono quindi a diventare stabili, abbandonarono il nomadismo e diventarono sempre più numerose.

Ma nell'11.000 a.C. avvenne l'imprevedibile. Un gigantesco lago nel Nord America, al centro di un delicato equilibrio climatico, iniziò a gonfiarsi d'acqua proveniente dalla calotta glaciale adiacente in fase di scioglimento. Ad un certo punto le acque del lago inondarono un fiume come un diluvio. Il lago si svuotò in pochi mesi e la sua acqua dolce e fredda finì nel Golfo del Messico che invece era costituito di acqua calda e salata. Per mille anni la Corrente del Golfo si fermò e l'Europa, non più lambita da questa, sprofondò nel freddo. Il Medio Oriente fu investito da una siccità senza precedenti. Poi la corrente riprese e il clima tornò favorevole.

Fu questa crisi climatica che spinse gli uomini a sperimentare una nuova soluzione per l'alimentazione, la coltivazione di piante selvatiche. Soprattutto lenticchie, segale e farro. Poi l'orzo, i piselli, il lino. I contadini imparono presto a selezionare i semi per le piante migliori e più produttive. La nuova tecnica si diffuse rapidamente in Medio Oriente e forse fu inventata simultaneamenre in vari luoghi. In ogni caso si trattava di un altro passo gigantesco verso la civiltà.

Con il cambiamento dei mezzi della produzione cambiarono anche i modelli religiosi. Per millenni nell'era glaciale gli uomini avevano creduto di essere circondati dagli spiriti degli animali e di poterli controllare o favorirne la cattura con i riti degli sciamani. Ora invece l'agricoltura rendeva sempre più centrale l'esigenza di controllare le piogge e la fertilità della Terra. L'avvento dell'agricoltura quindi favorì l'ideazione del concetto della dea madre, della madre Terra, degli dei che ripetono il ciclo delle stagioni.

Nel 6200 a.C. iniziò un'altra crisi climatica simile a quella precedente e con la stessa origine Atlantica. La conseguenza immediata fu un crollo dell'umidità e delle temperature in Medio Oriente. Questa crisi culminò nel 5600 a.C. con il cataclisma che portò alla formazione del Mar Nero dove prima c'era un lago d'acqua dolce circondato da villaggi di contadini. Questo era separato da una diga dal Mar Mediterraneo che cedette sotto l'azione di venti e maree.

Si ritiene che il racconto del diluvio universale nell'Epopea di Gilgamesh e ripreso più tardi dalla Bibbia abbia a che vedere con questo cataclisma di immani proporzioni.

Anche questa siccità non passò senza conseguenze nella storia dell'umanità. I contadini che erano emigrati in Mesopotamia Meridionale particolarmente fertile iniziarono dapprima a controllare i fiumi costruendo argini e successivamente passarono all'irrigazione. Naquero così le prime città del mondo grazie alla concentrazione di manodopera che il sistema di irrigazione richiedeva. Centri urbani come Ur, Uruk, Eridu, Nippur nel IV millennio da piccoli vilaggi erano diventati delle vere città con una stratificazione sociale sofisticata. Successivamente una nuova ennesima ondata di siccità nel 3800 a.C. impose un secondo livello di complessità nella gestione dell'irrigazione e ciò portò la gerarchizzazione della società che divenne ancora più complessa. Fu così che lentamente comparve il ruolo del sovrano e le città della Mesopotamia divennero vere e proprie città-stato in competizione tra loro.

Tuttavia più le società diventavano complesse e più diventavano vulnerabili alle successive crisi climatiche più gravi. Nei millenni successivi contribuirono a destabilizzare faraoni e sovrani, interi regni e imperi vennero spazzati via da popoli invasori mossi dalla fame generata dalla siccità. L'esempio più drammatico è stato il nuovo ciclo di siccità del 1.200 a.C. che mise in movimento i Popoli del Mare. Questi si riversarono in Anatolia dove l'Impero Ittita stava soffrendo la carestia per gli stessi motivi. Non sono chiari le origini di questa siccità nè gli esperti sono certi della sua vastità ma in quel periodo cadde la civiltà micenea e cretese mentre gli Egizi dovettero subire pesanti attacchi alle loro frontiere da parte dei Libici e dagli stessi Popoli del Mare.

Come ha scritto Brian Fagan nel suo splendido libro La Lunga Estate: "Dietro questi importantissimi eventi storici vi furono l'invisibile forza dell'atmosfera e degli oceani, l'irregolare altalena della Corrente del Nino e del Golfo. Le piogge monsoniche che avanzavano e si ritiravano portavano siccità, povertà e guerre" su scala continentale se non addirittura planetaria.



L'Epoca Romana


Anche in epoca romana si sono avute variazioni climatiche significative anche se non catastrofiche come quelle appena descritte. Nell'Europa Centrale le società celtiche si erano trasformate, nei secoli precedenti, in società guerriere essendo sempre più sovrappopolate ed essendo giunto dall'Asia il cavallo. Questo fenomeno potrebbe essere stato accelerato dall'intenso freddo che si manifestò in tutta Europa nel IX sec. a.C.

A partire dal 300 a.C. per motivi poco chiari la linea di separazione tra la fascia climatica mediterranea e quella continentale (ecotono) si spostò verso Nord.

Roma quindi, con la sua agricoltura avanzata adatta al nuovo clima, guadagnò subito in potenza . Essa inoltre aveva interesse a conquistare la Gallia e la Britannia proprio perchè il nuovo clima rendeva quelle regioni idonee alla coltivazione della vite e del grano. Le coltivazioni dei cereali permettevano infatti di mantenere le legioni di stanza ai confini e dare un senso economico alla conquista.

Nel 300 d.C. l'ecotono iniziò a spostarsi di nuovo verso sud, sulla costa mediterranea e ciò comportò la crisi dell'agricoltura gallo-romana in Europa. Nel 500 d.C. il clima era ormai freddo e secco rendendo difficile la coltivazione dei cereali. Questa crisi climatica non solo colpì l'Impero Romano direttamente al cuore della sua produzione, il che come è noto ebbe come conseguenza un forte calo della popolazione (si ritiene 20 milioni di abitanti) ma mise in movimento i popoli germanici e quelli asiatici (Unni) che erano in condizioni economiche ben peggiori, non potendo questi compensare il crollo dei raccolti con forniture da altre regioni o con soluzioni tecniche avanzate. Che in tutto l'impero ci siano stati gravi problemi di siccità e una caduta della produzione agricola è anche confermato da numerosi storici antichi che lamentarono la sterilità della terra e l'abbandono dei campi.

L'emigrazione dei barbari verso il Sud fu quindi inevitabile e diede origine alle invasioni che indebolirono ulteriormente l'Impero Romano fino a portarlo al tracollo.

In altri termini la crisi climatica e il conseguente calo della produzione agricola provocarono un indebolimento economico, demografico e sociale sia di Roma che dei barbari e questo travolse alleanze e sconvolse ogni equilibrio politico.


Il Medio Evo e l'Era Modena

Nel 900 d.C. l'ecotono mediterraneo si spostò ancora una volta verso nord e si ristabilirono le condizioni che avevano favorito l'Impero Romano in passato.
Le lunghe estati permisero di aumentare la produzione dei cereali e della vite proprio mentre venivano introdotte nuove tecniche agricole. La conseguenza, come è noto, fu un forte incremento demografico che a sua volta mise in moto il rilancio economico, sociale e politico dell'Europa senza il quale non ci sarebbe stato probabilmente nè l'Umanesimo nè il Rinascimento.

La nuova situazione climatica attorno all'anno 1000 d.C. permise inoltre ai Vichinghi di conquistare l' Islanda e la Groenlandia e molto probabilmente a metter piede provvisoriamente in Nord America.


Mentre l'Europa viveva un periodo d'oro, alla fine del I millennio l'America Centrale veniva colpita da una siccità della durata di 3 secoli. La civiltà Maya, che con le sue città sovrappopolate viveva già ai limiti dell'equilibrio ecologico grazie a una intensa irrigazione, non resse l'urto della crisi e nel giro di alcuni decenni le sue città vennero abbandonate, la civiltà scomparve nella giungla. Le cause del collasso Maya sono ancora poco chiare. La situazione politica era caratterizzata da continui conflitti locali e con nemici esterni, ma la siccità oltre ad aggravarla deve aver dato il colpo di grazia ad un sistema già in crisi.

Poichè sappiamo che i regni Maya erano ben organizzati, molto militarizzati e in perenne guerra tra loro, ci si potrebbe chiedere quale esito avrebbe avuto la conquista spagnola, secoli più tardi, se questa civiltà fosse sopravissuta, se Cortès e Pizarro si fossero scontrati anche coi Maya anzichè solo con gli Aztechi e gli Incas più remissivi e influenzabili.

Comunque anche la fase favorevole all'Europa finì dopo 4 secoli. Nel 1315 infatti iniziò una stagione piovosa che per anni mise in ginocchio la produzione agricola europea con una conseguente devastante carestia che comportò la morte di milioni di persone. Quella fase fredda si prolungò fino al 1860 quando la temperatura riprese a salire di nuovo.
E' noto che si attribuisce l'inizio di questa nuova tendenza all'effetto serra provocato dall'attività umana.

Secondo i modelli standard la fase calda, interglaciale, dovrebbe essere già terminata e dovrebbe iniziare una lunga glaciazione. Ma le elevate emissioni di anidride carbonica (e non solo) sembrano sconvolgere ogni previsione.

Di certo l'umanità ora, con la sua società complessa come non mai, si trova di fronte ad un bivio. Il futuro del clima e di tutto il pianeta, questa volta, è solo nelle sue mani.




Bibliografia:

"La lunga estate" di Brian Fagan, Codice Ed.

"Storia del clima" di Pascal Ascot, Donzelli ed.

www.edicolaweb.net/atlan05a.htm












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Re: Il Clima e la Storia (Voto: 1)
di Cincinnatus il Wednesday, 30 August @ 23:14:21 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Splendido articolo!
Troppo spesso dimentichiamo che l'ambiente, fino a pochissimo tempo fa, ha condizionato la storia dell'uomo e non viceversa. Oggi sembra che si sia in una fase diametralmente opposta.
Sarebbe interessante porre in relazione le variazioni climatiche con le grandi epidemie per avere un quadro più completo circa la nascita lo sviluppo e la fine delle grandi civiltà del passato.



Re: Il Clima e la Storia (Voto: 1)
di Antonius il Thursday, 31 August @ 11:52:29 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Sono d'accordo, Cincinnatus. Anch'io avevo pensato alla relazione tra Storia ed epidemie. Ad es. vari storici mettono in evidenza l'inizio del declino  dell'Impero Romano alla fine del II sec. d.C. con una devastante epidemia di peste che è poi quella è costata la vita a Marco Aurelio. Anche la crisi dell'Impero Bizantino di fronte all'ascesa dell'Islam è successiva ad una epidemia di peste del 541 d.C

Poi si nota anche una strana relazione tra crisi climatiche ed epidemie. Ma questa è tutta da dimostrare.





Re: Il Clima e la Storia (Voto: 1)
di GaiusIuliusCaesar il Tuesday, 26 September @ 15:28:48 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
L'ho trovato interessante però molte notizie vorrrei fossero approfondite e spiegate con l'elenco delle prove dei testi che hai citato antonius; in particolar modo l'ecotono , il mar nero come lago d'acqua dolce.







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