Posted: Thu Apr 26, 2012 5:57 am Post subject: Quando finisce il mondo dei barbari ?
Ancora oggi non si riesce a dare un’esatta tempificazione per “notificare” storicamente la fine dell’età dei barbari nel continente europeo, le molteplicità e le diversità dei vari ambienti sociali sul territorio così vasto lasciano aperti tante soluzioni ed altrettanti dubbi.
Del resto termini storici per indicare certe situazioni sociale del tempo per noi contemporanei comode e consuete risultavano completamente sconosciute alle strutture tribali barbariche di quei secoli e mi riferisco per esempio a termini a noi noti come democrazia o dominazione signorile, applicate molti secoli dopo dagli studiosi.
La fine del mondo barbarico può essere legata all’introduzione di un’istituzione che identifichi nella struttura sociale molto allargata (evidentemente a diverse unità tribali) modi di vita quotidiana comuni certi per tutte le popolazioni che interessavano il territorio: in questo senso alcuni storici portano ad esempio i Capitolati Sassoni (790-797 AD) per spiegare come Carlo Magno impose il suo dominio militarmente certo ma anche e soprattutto giuridicamente sulle tribù d’oltre Reno creando di fatto insieme a quelle già assoggettate in precedenza una struttura sociale su un territorio omogeneo diversa da quelle precedenti.
Non che questo significhi necessariamente la fine del mondo dei barbari, ma indubbiamente da quel momento il regno di Carlo Magno assume un aspetto certamente diverso e per certi versi nuovo. _________________ A Tempore Henrici Reges
Nella realtà si ha la netta sensazione di una transazione epocale decisamente allungata nel tempo molto più che per altri evi della storia e sembra sostanzialmente costruita come funzione della piena sostenibilità dell’occidente europeo come simbolo di civiltà da prendere ad esempio.
La costruzione nel tempo di una era nella società europea occidentale richiedeva, seguendo questo tipo di approccio storico, per l’appunto una transazione dall’antico al nuovo dove le istituzioni delle popolazioni “barbariche” conquistatrici che abitavano il territorio si fondessero con quelle più antiche degli abitanti conquistati senza la possibilità di stravolgere la vita quotidiana: il nuovo potere di tipo militare si sostituiva così a quello precedente e questo poteva bastare.
Per fare ciò occorrono secoli: proprio per questo la fine del mondo barbarico appare nebuloso, non sembra così importante perché la civiltà europea occidentale medievale deve assomigliare ad una prosecuzione ideale tra mondo romano e germanico.
Questo non fu possibile né nell’oriente europeo certamente tradizionalista nei costumi antichi fino alla fine della sua storia né nell’oriente arabo dove la svolta avvenne decisa e netta a metà del VII secolo. _________________ A Tempore Henrici Reges
E’ così preferibile, in senso storico, piuttosto parlare di fine del mondo dei barbari piuttosto che di medio evo, termine coniato solamente nella seconda metà del XV secolo da Niccolò da Cusa e quindi con un quadro generale socio-istituzionale europeo occidentale decisamente diverso da quello tardo romano imperiale e poi barbarico.
E’ fondamentale comprendere quindi come molti degli umanisti pre-rinascimentali (e probabilmente anche successivi) avessero in uggia il mondo barbarico come negatore dei principi classicistici latini a cui loro facevano riferimento, in buona sostanza agli studi filologici sui testi romani e quindi non avevano mai ben chiaro il cambiamento sociologico all’interno delle società nonostante la progressione della civiltà.
Personalmente propendo per il IX secolo come punto finale del mondo barbarico, proprio perché in questo secolo con l’avvento di Carlo Magno si ha la conclusione della fusione con il mondo classico romano, questo permette istituzioni diverse e durature, evoluzione culturale ed artistico, una vita sociale quotidiana più dinamica e viva. _________________ A Tempore Henrici Reges
Possiamo dire quindi con una certa fondatezza che la traslazione dell’impero dalle mani bizantine alla chiesa romana ed ai franchi che ne erano il suo braccio armato fu probabilmente l’atto che costituì la fine del mondo barbarico nel senso romantico del termine, quello dei popoli invasori dopo la caduta dell’impero occidentale.
L’impero franco-papale non viene ricostruito ipso facto, non avrebbe avuto senso, per questo la rottura con i secoli precedenti appare chiara e netta perché con le invasioni barbariche erano state eliminate le classi sociali romane ed esse non trovano più posto nella nuova istituzione.
L’elemento religioso appare come asse principale per garantire il potere, su di esso convergeranno tutte le tradizioni dell’antichità classiche sparse ovunque nel vecchio territorio imperiale ed esso favorirà sostanzialmente il compromesso finale tra romanità e germanesimo personificato da Carlo magno. _________________ A Tempore Henrici Reges
In fondo possiamo anche considerare la parte più strettamente economica nel nostro contesto di studio: il mondo dei barbari finisce sostanzialmente anche quando s’aprono in maniera decisa le nuove frontiere commerciali verso il nord Europa andando a prendere il posto della oramai ridottissima attività mediterranea strettamente in mano agli arabi ed ai bizantini.
I grandi fiumi franco-tedeschi iniziano così a funzionare come vere e proprie autostrade fluviali con trasporti di merci verso le coste atlantiche, si riducono i costi e si riducono i tempi, non c’è più necessità delle costosissime merci orientali che vengono spesso dimenticate in favore di quelle più a buon mercato che si riesce a reperire lungo il perimetro del vecchio impero occidentale.
La distinzione tra barbaro e romano risulta insignificante, il confine idealmente abbattuto in favore di una nuova realtà sociale-economica e politica, l’Europa moderna prende forma quando questa distinzione non ha più ragione d’essere. _________________ A Tempore Henrici Reges
La distinzione muore quando la trasformazione dell’impero romano latino in impero romano germanizzato è finalmente realizzata, quando si ammette storicamente che non esiste più differenza tra le popolazioni conquistatrici provenienti dall’est europeo e quelle che vivevano nei territori che avevano dato vita secoli prima all’impero stesso.
Come sappiamo ciò non avvenne in modo cruento ma attraverso un reciproco riconoscimento dei valori di ognuno dei gruppi etnici ed il loro interscambio scambio durante diversi secoli dell’alto medioevo, poi nei successivi secoli si cementa la continuità che prende forma attraverso le forme concrete di lavoro, giuridiche ed economiche prima che militari.
L’unico elemento di disturbo sembra essere in questo periodo l’invasione araba che però aiuta il mondo occidentale a fondersi per evitare di essere travolto, non esistono più barbari perché con questo nome oramai s’intendono solo coloro che vengono dalla sponda afro-asiatica mediterranea. _________________ A Tempore Henrici Reges
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