Posted: Thu Jan 03, 2008 5:39 am Post subject: Le regioni italiane nell’alto medioevo
In realtà è doveroso dirlo, bisognerebbe parlare di territori più che di regioni come noi le intendiamo o al più usare il moderno termine composta “macroregione” che piace molto e illustra perfettamente ciò di cui noi vogliamo parlare, discutere ed analizzare senza peraltro seguire una logica nord-sud o viceversa, ma randomizzando la scelta.
Partiamo con una regione controtendenza rispetto a cioè che stava accadendo in quei secoli: la Liguria.
Escludendo qualche razzia locale di branchi gotiche non subì particolari avversità durante il primo brutale periodo delle invasioni barbariche, tanto da rimanere senz’altro una decisa roccaforte e base logistica bizantina (e Narsete se ne servì per le sue spedizioni compresa quella sciagurata per andare a “liberare” Milano).
La situazione rimase pressochè immutata sino all’arrivo dei Longobardi che prima s'affacciarono affacciatesi senza troppe intenzioni bellicose, poi molto più decisamente sino a diventarne i padroni intorno alla meta del VII secolo partendo però dalla costa ed andando ad occupare l’interno in un secondo tempo. _________________ A Tempore Henrici Reges
L’Abruzzo ed il Molise seguirono un po’ il destino dei territori adriatici del centro e vivacchiarono nei periodi bui grazie soprattutto alle impervie montagne appenniniche che frenarono un po’ la discesa barbarica anche se non li difesero completamente dalla razzia e sulla costa che indubbiamente (specie nelle vicinanze del confine marchigiano) fu almeno pari a quella di altre terre vicine.
La zona Fu senz’altro invece ben individuata dai Longobardi che provenendo sia dal nordovest (da Spoleto e zone limitrofe) che dal sudovest (Benenvento) non ebbero difficoltà ad imporre la loro dominazione in special modo sulla Marsica, nel Teatino, nelle zone Sangritane e Peligne, cioè alle radice d’una delle popolazioni più antiche del territorio italiano.
Durante questo periodo di dominazione longobarda la Chiesa fu molto presente grazie ad una presenza importante nei punti nevralgici costituita da Monasteri e Vescovadi che erano sostanzialmente l’unica garanzia legale per la gente comune contro ogni tipo di soprusi dei conquistatori: non dimentichiamo che spesso questi centri erano autoctoni quindi potevano agire senza attendere precise disposizioni da Roma, oramai sempre più lontana. _________________ A Tempore Henrici Reges
Un capitolo a parte merita sicuramente il territorio sardo, praticamente “dimenticato” per diverso tempo un po’ da tutti durante l’alto medioevo, bizantini prima e etnie barbariche non fecero assolutamente nulla per tentare di tenere una parvenza d’istituzione nell’isola e se non fosse stato per le autorità che rispondevano al Papato, cioè quelle ecclesiastiche non osiamo pensare alla fine drammatica che questa evoluta popolazione avrebbe fatto.
Queste ultime autorità, soprattutto grazie ai monaci ed ai monasteri sparsi ovunque mandarono avanti sostanzialmente la vita quotidiana socio-economica almeno fino agli ultimi secoli del primo millennio: intendiamoci, non è che il Papato fosse vicino istituzionalmente, almeno quanto le altre autorità, ma nei conventi e nelle chiese la gente comune trovava aiuto ed al quel tempo era già una situazione soddisfacente visto il disastro sociale.
Poi, sotto l’incalzare delle scorribande saracene, s’iniziarono a creare le prime autorità autonome nell’isola, sorta di giudici supremi che avevano più o meno il potere d’un conte o d’un duca e risiedevano nelle città principali del tempo come Cagliari o Gallura: essi amministravano la giustizia e creavano sorta di milizie pubbliche per la difesa del territorio, siamo intorno all’anno Mille, essi potevano essere rappresentati come specie di sceriffi britannici, cioè dotati d’un discreto potere giudiziario e militare tipico del medioevo. _________________ A Tempore Henrici Reges
La Lombardia fu una delle regioni che subì maggiormente gli eventi delle invasioni barbariche per motivi ovvi, importante militarmente e commercialmente, al centro della Pianura Padana, già allora era oggetto dei desideri di tutti i contendenti, così spesso subì distruzioni pesanti (Milano ne fu un esempio concreto) e di guerre tra bizantini e goti soprattutto.
Le cose indubbiamente peggiorarono ancora di più sotto la dominazione longobarda, da cui deriva il nome attuale, perché se i goti si limitarono alla conquista e ad esigere tasse e uomini per combattere, i successi padroni non lesinarono la decapitazione fisica sistematica di tutta l’aristocrazia a cui appartenevano tutte le proprietà produttive del tempo (campi e boschi) allo scopo d’incamerare le ricche terre della pianura..
Proprio in questo periodo iniziò a manifestarsi il dualismo Milano/Pavia che esploderà qualche secolo più avanti al momento della guerra tra comuni lombardi e imperatore germanico: Pavia, più facilmente proteggibile, divenne un importante centro e capitale reale, Milano rimaneva sempre la città più ricca e la più intraprendente. _________________ A Tempore Henrici Reges
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