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SignaInferre :: View topic - La navigazione nel Mediterraneo
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La navigazione nel Mediterraneo

 
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Hadrianus
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Joined: Oct 30, 2003
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PostPosted: Mon Oct 12, 2009 5:00 am    Post subject: La navigazione nel Mediterraneo Reply with quote

Si parla sempre di fatti e storia riguardanti i fatti che accadono sul territorio, di grandi trasferimenti a cavallo o di marce, pochi parlano di quelli marittimi, proviamo ad immaginarci come fossero quelli nel mediterraneo al tempo più antico dei greci e dei romani.
Se i venti erano propizi, l’avventura poteva partire altrimenti il rischio di rimanere al palo era forte: non avendo grandi riserva d’acqua dolce era scontata fin dove possibile la navigazione sotto costa che permetteva di tenere sempre l’occhio vigile e pronto nel caso s'avesse avuto bisogno di un rifornimento.
Formaggio ovino, carne seccata e salata e vino di tipo cretese (quello da tagliare con l’acqua) formavano probabilmente i pasti quotidiani normalmente perchè il pesce eventualmente pescato non poteva essere cucinato sulla nave onde evitare incendi e poteva essere consumato quindi solamente sulla terraferma.
In realtà tutti i marinai, come sappiamo dalle varie epopee e dai racconti degli storici, erano anche buoni combattenti, tutto sommato essi svolgevano un'attività continua ed utile, erano all'occorrenza esploratori, mercanti e militari, con loro ci si metteva in buone mani anche se evidentemente la traversata non doveva essere piacevole in alcuni momenti.
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Hadrianus
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Joined: Oct 30, 2003
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PostPosted: Wed Nov 18, 2009 4:44 am    Post subject: Reply with quote

Non voglio assolutamente addentrarmi nel tecnicismo esasperato sulla costruzione relativa all'imbarcazione, basta leggere un buon manuale per avere notizie dettagliate e precise, io credo sia interessante comprendere come vivevano la navigazione sia i civili che i soldati (opliti o legionari), cioè come potevano passare il tempo su navi che portavano stipati tanti esseri umani in poche decine di metri.
Beh, prima di tutto basterebbe andare su una normalissima barca a vela, anche di modeste dimensioni per capire che il tempo e movimenti in mare sono del tutto relativi, quindi prendiamo un militare che abituato a muoversi marciando per diversi chilometri al giorno, si trovava a dover restare praticamente immobile in uno spazio del tutto angusto e soprattutto privo della fondamentale libertà di movimento a cui era abituato, fattore che doveva risultare molto indigesto ai più, visto che la nave media era 4/5 volte meno lunga rispetto a quelle odierne, ma anche molto meno rispetto a quelle medievali.
Doveva quindi essere necessario trovare il modo di far trascorrere le giornate visto l'impossibilità di far esercitare diversi uomini contemporaneamente, diventava così indispensabile l'arte del discorrere, unica panacea possibile ed attuabile in quello spazio.
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Hadrianus
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PostPosted: Mon Dec 14, 2009 5:31 am    Post subject: Reply with quote

Partiamo dal presupposto che le navi ad uso solo militare in genere erano più piccole rispetto a quelle mercantili, quindi disponevano di minore spazio vitale e pur non avendo molto a disposizione come base di studio si può affermare che fossero molto meno evolutive rispetto a quelle utilizzate per il commercio.
Questo è un altro punto interessante, le navi mercantili sviluppavano una velatura maggiore, quindi più potenti e più agevoli nel governarle, questo non era solamente un vantaggio in termini temporale, cioè un viaggio meno stressante, ma rendevano possibile un aumento del cabotaggio e di conseguenza dello spazio disponibile per persona, sempre limitato, ma meno che sulle navi della marina militare.
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Hadrianus
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Joined: Oct 30, 2003
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PostPosted: Sat Jan 02, 2010 8:06 am    Post subject: Reply with quote

Tutti gli antichi popoli che sviluppavano l'arte della navigazione lungo il Mediterraneo sostanzialmente non differivano molto nell'utilizzo di tecniche e manovre, un marinaio poteva tranquillamente svolgere il suo lavoro tra greci, etruschi, fenici, romani e cartaginesi in maniera similare, anche perchè gli strumenti erano in realtà molto ridotti, lo scandaglio la faceva ancora da padrone anche se la lettura della volta celeste e di rudimentali mappe iniziavano a modificare la velocità dei percorsi riducendo i giorni a bordo.
Ciò in qualche modo doveva permettere di non stare sempre sottocosta e di sfruttare i venti, non è provato, ma dalla lettura dello Stadiasmos, compilato con la descrizione di alcuni tempi di percorrenza di navi greche da un porto all'altro nel Mediterraneo si deduce che alcune modifiche erano state apportate, modifiche che sicuramente furono "passate" anche ai romani ed agli etruschi, non sappiamo ancora se poi furono realmente finalizzate o si dovette attendere (più probabilmente) periodi diversi e successivi
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